Cari medici, non siete superman...

Aggiornato il: 7 ago 2019


...anche se forse credete il contrario.


Cari medici, forse è il caso di ricordarvi che non siete super uomini dalle forze inesauribili, dalla concentrazione di ferro e immuni alla stanchezza.

Siete persone.

Anche se accettate turni di lavoro disumani, lunghissimi, che di sicuro non permettono a nessuno di essere lucido e concentrato; anche se siete così sicuri della vostra preparazione e delle buone intenzioni che vi animano, da non considerare che siete esseri umani e che il vostro corpo non può non riposare, siete tutti (per ora) UMANI.

Quindi no, non siete BIONICI.

Eppure a volte vi comportate come se lo foste.

Non vi lamentate (degli orari, del sistema, delle sue trappole) ma andate avanti, un rospo dopo l'altro, senza accorgervi che anche voi, con tutta la vostra dedizione alla causa, non migliorare lo stato dell'arte.

Perché no?

Perché accettate turni DISUMANI e condizioni bestiali e non ci vuole una laurea per capire che un medico stanco è un medico pericoloso.

Proprio oggi abbiamo scritto a una dottoressa che, sulla nostra pagina Facebook, è comparsa a insultare il nostro lavoro senza peraltro approfondire quello che facciamo e come.

Ovvio: leggere costa fatica, insultare no e dà più soddisfazione.

Questo medico in pratica ci chiede se non ci vergogniamo a fare quello che facciamo, ma non si prende la briga di leggere come lavoriamo, di cosa DAVVERO ci occupiamo, da quando e con quali risultati.

Ci dice solo che "con i turni che fa lei… etc." oltre che augurarci di morire di stenti, di non essere curati, di vederci soffrire. Ci dice anche che ne riderebbe.

Sottolinea che durante i suoi turni di servizio in ospedale non ha nemmeno il tempo di andare in bagno, che non dorme per giorni, che non ha pause tra un turno e l'altro.

Bene.

Cos'è che si aspetta, questa dottoressa? ...Un busto di marmo nella hall dell'ospedale?

Vuole applausi?

Le rispondiamo da qui:


Cara dottoressa, anche se lei pensa di essere Wonder Woman, purtroppo non lo è.

Lei forse non si rende conto che con i suoi "turni impossibili senza nemmeno andare in bagno" mette a rischio la vita dei suoi pazienti.

Questa è la verità.

E visto che il Servizio Sanitario Nazionale è pagato dai contribuenti, penso che i cittadini abbiano il diritto di avere dei medici attenti e in condizioni psicofisiche decenti.

L'autista, l'operaio il gruista hanno tempi di riposo obbligatori per evitare incidenti e danni, lei invece no?

Dove lavora?

Glielo chiediamo, giusto per evitare di finire tra le sue mani certo amorevoli, ma troppo stanche per essere precise nel praticare una flebo o un prelievo, quando non addirittura un intervento chirurgico.

I suoi pazienti, cara dottoressa arrabbiata, dovrebbero sapere da chi e in che condizioni vengono curati e anche il sindacato che la rappresenta.

O forse pensa che la colpa di tanto super-lavoro sia del cittadino che si ammala?

#medicichesbaglianoperchélavoranotroppo

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