Fette di salame davanti alla sanità



Medicina alternativa: ci si rivolgono quasi 13 milioni di italiani e l’omeopatia è al primo posto tra queste (quotidianosanità.it). I dati dell’Eurispes, rilanciati dall’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia (AMIOT), ci fanno un quadro della situazione paradossale: ci dicono infatti che nel 2000 le persone che sceglievano di affidarsi alle cure alternative erano all’incirca 6 milioni e che oltre all’omeopatia (il 71%) le preferenze vanno anche alla fitoterapia (58.7%), all’osteopatia (44.8%) e alla chiropratica (20.4%).

Questo significa che nel giro di pochi anni il numero di persone che deviano dalla medicina tradizionale per spendere soldi e speranze in terapie non scientifiche si è ampiamente raddoppiato.

“Come rilevato dal rapporto Eurispes, l’incremento del ricorso alle medicine non convenzionali è un dato assodato a livello nazionale grazie a una presa di responsabilità sempre più rilevante delle famiglie e degli individui sul proprio stato di salute, all’autodeterminazione della scelta terapeutica, ma soprattutto a modalità relazionali medico/paziente più sensibili alle esigenze del paziente” (Dr. Marco Del Prete - AMIOT)

“L’Italia quindi - commenta ancora AMIOT - con questo dato rientra tra i Paesi Europei che hanno maggiormente sviluppato nella popolazione questa consapevolezza: secondo i dati del Consorzio UE Cambrella, in Europa non meno di 100 milioni di persone fanno regolarmente uso di prestazioni sanitarie di medicine non convenzionali a livello preventivo e curativo.”

Inutile dire che salta subito all’occhio che il dato è allarmante, se pensiamo al peso economico che tali discipline hanno sul portafogli degli italiani, ma ancora di più se consideriamo i danni causati dall’ignoranza.

Qui non si vuole offendere nessuno, parliamoci chiaro. Per ignoranza intendiamo scarsa conoscenza e capacità di scegliere quale sia la strada migliore da intraprendere quando ci si ammala. Caratteristiche che possono portare grossi guai sulla salute di chi, affetto da determinate patologie curabili solo con terapie tradizionali mirate, invece si affida all’agopuntura (29.6%) o all’omeopatia.

Ma spieghiamoci meglio e cerchiamo di capire dove risiede il problema dell’ignoranza: è chiaro che chi si reca in ospedale non lo fa per hobby, ma perché ha un problema.

Spesso ha girato diverse strutture senza che nessun medico abbia saputo capire cosa lo affligge e quindi è stanco e disperato. Va in ospedale e non si chiede niente, lui vuole solo stare meglio, essere capito, curato.

Spesso non conosce le strutture sanitarie e si reca semplicemente in quella più vicina a casa.

E quando si trova davanti al medico, la maggioranza dei pazienti non si pone il quesito se il medico sia più o meno bravo e soprattutto se la terapia che gli è stata segnata sia giusta.

Il cittadino per esempio non sa che molte delle prescrizioni/terapie possibili non vengono segnate perché non previste dai LEA (LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA).

Non sa che esistono farmaci che sarebbero utili alla sua guarigione, ma non vengono prescritti dai medici perché i LEA non le prevedono.

E se a questo tipo di cittadino si prova a parlare di malasanità si scandalizza, si indigna.

Chiediamoci perché.

Forse perché in Italia le persone leggono pochissimo e sono quasi mai informate su quello che accade attorno a loro e che le riguarda molto da vicino, come la politica, l’economia e le strutture assistenziali.

Forse perché in Italia ancora esiste quella speciale reverenza con cui ci si approccia a figure professionali che hanno a che fare con aspetti delicati della vita come l’avvocato, il dottore e via dicendo, e quindi il paziente si rapporta con il medico come se fosse inferiore e non si fa domande, non mette in dubbio le capacità del medico e forse nemmeno sa dove potrebbe trovare le informazioni che potrebbero chiarirgli la situazione.

Dall’altra parte della barricata abbiamo invece tutta una enorme quantità di gente che, delusa dalla medicina tradizionale, o stanca di attese eterne per avere una visita o per fare un esame diagnostico, preferisce deviare e affidarsi a metodi meno ortodossi, più costosi e chiaramente non basati su alcuna legge scientifica, quindi non efficaci nel trattamento di patologie gravi e meno gravi (che diventeranno gravissime se non curate a dovere).

Sembra un serpente che si morde la coda: quali sono le soluzioni?

Parlarne.

Informarsi.

Chiedere a chi potrebbe saperne qualcosa.

Imparare a scegliere strutture sanitarie e medici.

Nel dubbio utilizzare servizi di domanda e risposta come il nostro.

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