Perché lavoro contro gli errori medici



Gli errori medici, gli episodi di malasanità, sono un marchio d’infamia per un paese come il nostro che vanta eccellenze in numerosi campi.

Il medico è il professionista per eccellenza, colui a cui affidiamo la nostra stessa vita e quella delle persone a noi care.

In un paese civile, non è tollerabile che un paziente debba avere paura nel varcare le soglie di una struttura ospedaliera per un ricovero, o debba incrociare le dita sperando che il medico che lo sta visitando sia “di quelli bravi”.

Ancora, qualsiasi struttura adibita alla cura di un paziente, sia essa una clinica privata o un ospedale pubblico, deve essere una sorta di tempio, un luogo sacro, un terreno inviolabile dove il paziente si senta assolutamente sicuro, affidato alle mani di esperti.

E invece, episodi allucinanti sono all’ordine del giorno: macchinari guasti, condizioni igieniche disastrose, personale sottoqualificato o costretto a svolgere mansioni che vanno al di là delle sue competenze.

Senza parlare di tutto il disgustoso mercato nero delle forniture ospedaliere: sono diversi gli ospedali, anche già condannati, in cui i medici o il personale commissionano acquisti spropositati di garze o protesi e dispositivi medici di basso livello e scarsa affidabilità.

Perché lo fanno? Per convenienza personale, ovviamente. Perché il fornitore dei dispositivi in questione versa un generoso contributo nelle tasche della persona che fa sì che l’ospedale acquisti le loro forniture, pagando ovviamente con i soldi pubblici che lo stato eroga al settore sanitario.

Pensateci bene: versiamo soldi in tasse perché gli ospedali funzionino a dovere, perché un domani, in caso di bisogno, possiamo affidarci alle cure di esperti; e invece con quei soldi il primario di turno dà disposizioni per l’acquisto di cinquanta bypass scadenti, che verranno innestati all’interno di pazienti anziani - così che, quando muoiono, possono affermare che è stato a causa dell’età.

A farne le spese, insomma, è sempre e solo il paziente.

Siete voi, anzi, siamo noi.

Ecco perché lavoro contro gli errori medici: non per punire, ma per fare sì che questi episodi, tutti quanti, smettano di esistere.

Ed è un compito che non spetta a me soltanto, ma anche a tutti voi: siete a conoscenza di dinamiche simili?

Avete subito un torto, un danno, o l’ha subito un vostro conoscente?

Segnalatecelo, o fatecelo segnalare.

Non solo per ottenere un adeguato rimborso, ma anche e soprattutto perché chi non è degno di ricoprire una posizione così importante sia allontanato e messo nelle condizioni di non potere più fare danni.

Denunciare episodi di malasanità, sotto qualunque aspetto, è un dovere ancora prima che un diritto.

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