Intervento chirurgico: pericoli ed errori medici

Cosa si intende per intervento chirurgico?

Per intervento chirurgico si intende un’azione cruenta sul corpo, (in anestesia, totale o parziale) che consiste nel praticare un taglio nella cute e nei tessuti sottostanti, per raggiungere, con varie tecniche l’area su cui si deve intervenire per: disostruire, asportare, ricostruire, drenare, ricucire, ecc...

L’intervento chirurgico è di per sé sempre pericoloso e perfino nei casi più semplici può trasformarci in un evento fatale per il paziente o peggiorare la situazione di partenza.

L’intervento chirurgico deve essere eseguito in ambiente sterile come la sala operatoria con strumentazione adatta al monitoraggio e mantenimento delle funzioni vitali del paziente. L’utilizzo di una strumentazione adeguata permette di intervenire laddove ci siano complicanze con la dovuta tempestività e prontezza.


Il personale medico e paramedico che costituisce l’equipe operatoria deve essere preparato ed aggiornato e possedere adeguata esperienza per il tipo di intervento che devono eseguire.


Quando deve essere praticato un intervento chirurgico?

Esistono diverse tipologie di intervento chirurgico e si distinguono in:

Intervento d’emergenza: viene effettuato in situazione estrema e quando risulta necessario per salvare la vita al paziente.

Intervento d’elezione o programmato: in questo caso si interviene chirurgicamente laddove non si sono ottenuto risultati (miglioramento delle funzioni o riduzione del dolore) a seguito di trattamenti come trattamenti farmacologici, diete, trattamenti fisioterapici ecc...

Cosa deve essere fatto prima dell’intervento?

Prima di un intervento chirurgico è necessario seguire un’adeguata preparazione del paziente con terapie, diete, analisi ecc.. affinché si possa arrivare all’intervento chirurgico con la giusta preparazione.

Prima dell’intervento chirurgico è necessario eseguire esami strumentali per definire e delineare con precisione l’area di intervento, modalità, durata e prevenire le possibili complicanze previste.

Un punto importante del pre-intervento è quello di affidarsi possibilmente ad un chirurgo che conosca bene la storia del paziente, che lo abbia seguito in tutta la fase di diagnostica e preparativa all’intervento. Avere un rapporto di fiducia paziente/medico può ridurre notevolmente il rischio di errore medico durante l’intervento chirurgico. Altro punto interessante da tenere in considerazione prima di un intervento è capire la quantità di interventi dello stesso tipo sono stati eseguiti nella struttura di riferimento. Le strutture e i chirurghi che fanno tanti interventi contano meno effetti indesiderati (errori/danni); in percentuale meno interventi vengono eseguiti e più aumenta la percentuale di possibili danni/errori medici

Consenso informato

Il paziente, per essere operato, deve prestare il proprio consenso dopo essere stato adeguatamente informato.

Per dare l’autorizzazione ad un intervento chirurgico, il paziente deve essere a conoscenza di tutte le informazioni necessarie che ne derivano, compresi i rischi a cui sarà sottoposto al momento dell’operazione.

Le informazioni devono essere date dal medico in modo adeguato alle capacità del paziente ed il medico deve accertarsi che il paziente abbia compreso le informazioni che gli ha fornito.

Tale consenso costituisce il fondamento della liceità dell'attività sanitaria, in assenza del quale l'attività stessa costituisce reato. Il fine della richiesta del consenso informato è quello di promuovere l'autonomia o libertà di scelta dell'individuo nell'ambito delle decisioni mediche.

L’art. 32 della Costituzione Italiana sancisce che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, in sintonia con il principio fondamentale della inviolabilità della libertà personale (art. 13).

Complicanze

Le complicanze che derivano da un intervento chirurgico sono o dovrebbero essere descritte dettagliatamente nel consenso informato che il paziente va a firmare prima dell’intervento chirurgico. Le complicanze andrebbero segnalate sotto forma di percentuale e subiscono delle variazioni da struttura a struttura.

ERRORE MEDICO DA INTERVENTO CHIRURGICO

L’errore chirurgico può avvenire e manifestarsi in diverse fasi

1. Errore chirurgico in Fase pre operatoria: Non è stato chiarito l’origine del problema, oppure la lettura delle biopsie pre operatorie sbagliate inducono il chirurgo ad operare e magari asportare parti di organi sani o viceversa a non asportare tumori che dovevano essere asportati. In entrambi i casi vanno a compromettere la qualità e la vita stessa del paziente.

2. Errore chirurgico per errata tecnica chirurgica: in questo caso parliamo di manovre errate nelle varie fasi dell’intervento che danneggiano e compromettono nell’immediato o in futuro, funzioni di organi o la vita stessa del paziente. Particolarmente gravi per le conseguenze sul paziente sono quei danni che non vengono prontamente affrontati, rinunciando se necessario a portare a termine l’obiettivo primario e dichiarato dell’intervento. Spesso si tende a portare comunque a termine l’intervento per tentare di non rendere evidente l’errore agli occhi del paziente o dei familiari

3. Errore chirurgico dovuto ad emorragie o perforazioni: spesso nella fase post operatoria si manifestano perforazioni intestinali ed emorragie che non sempre richiedono un nuovo intervento chirurgico per riparare il danno

4. Errore chirurgico per difetti nella gestione della fase post operatoria. Questa fase risulta delicata poiché spesso insorgono ritardi nell’affrontare la comparsa di segni e sintomi che segnalano complicanze nel post intervento chirurgico. Possono causare danni gravissimi al paziente ed anche la morte. Per esempio, il paziente che ha subito un intervento vascolare deve essere monitorato per poter intervenire nel caso di ictus nel periodo finestra; è una fase estremamente importante, poiché è in questo momento che il paziente riprende le sue funzioni “addormentate” durante l’intervento. Tutto deve essere monitorato e valutato perché ogni intoppo può compromettere il futuro recupero se non prontamente curato. Il paziente che stenta a recuperare, richiede attenzioni e indagini approfondite: il tempo in questa fase è di fondamentale importanza

5. Errore chirurgico per mancata profilassi antibiotica. La mancata profilassi antibiotica, per prevenire le infezioni, in particolare quelle nosocomiali, particolarmente aggressive e letali in pazienti già debilitati dall’intervento possono essere tra le cause di un errore chirurgico. Questa tipologia di danni si manifesta, quasi sempre per responsabilità della struttura che non ha protocolli e procedure adeguate, oppure non vigila adeguatamente all’osservanza degli stessi.

16 visualizzazioni

LEGGI I LIBRI DI FRANCO STEFANINI

  • Facebook - Black Circle
  • YouTube - Black Circle