Tabelle risarcimenti medici

Quando subiamo un danno la prima domanda che ci facciamo è: “quanto sarà il risarcimento che mi sarà dovuto?

La risposta sembra molto facile, basta andare su internet e magicamente siamo in grado di avere una risposta. Se poi vogliamo approfondire ci confrontiamo con conoscenti ed estranei che hanno subito gravi lesioni, come le nostre, e presa per buona la cifra che ci viene riferita, iniziamo a fantasticare.

Non è proprio così.

Comprendere quale sia il giusto risarcimento, saper valutare i danni che abbiamo patito, saper valorizzare tali poste, sapere come chiederle, prima alla Struttura Sanitaria e/o alla sua compagnia di assicurazioni e poi, eventualmente, al Tribunale, è cosa assai complessa, ed è il risultato di un insieme di professionalità che non si possono improvvisare.


Molto spesso si sente dire: “ mi devono pagare il danno biologico, le lesioni, il danno morale, quello esistenziale, le cicatrici, ora non posso piu’ leggere….ora non posso più camminare…..e questi danni chi me li paga?

Ebbene, senza voler risalire a troppo tempo indietro, ma fermandoci solo, per così dire, al giorno prima dell’11 novembre 2008, apprendiamo che è cambiato un mondo nella liquidazione dei danni.

Le tabelle di Milano, oggi sono il principale strumento usato in tutte le corti giudiziarie italiane per determinare il danno non patrimoniale derivante da lesione all’integrità psico-fisica e dalla perdita o grave lesione del rapporto parentale, e sono a fianco alla tabella unica nazionale sul danno biologico di lieve entità.

Per farla semplice, prima c’era il danno biologico stimato dal medico legale le tabelle, dei diversi Tribunali d’Italia per stabilire l’importo del punteggio ottenuto. Poi, a seconda che l’invalidità fosse più o meno grave, si liquidava il danno morale in una percentuale del danno biologico accertato.

Per completezza si chiarisce che per danno biologico si intende una lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persone con incidenza negativa alle attività quotidiane e aspetti dinamico-relazionali; per danno morale invece di intende la sofferenza arrecata al danneggiato a seguito delle lesioni riportate.

Dopo l’11 Novembre 2008, dopo le 4 sentenze della Cassazione a Sezioni Unite, non è stato più così, e innumerevoli sono stati gli orientamenti sia della dottrina (cioè degli studiosi che si occupano della materia), sia della giurisprudenza (cioè delle sentenze dei Tribunali, delle Corti di Appello e della Cassazione). Ancora oggi la materia è in piena evoluzione.

Oggi, sembrerebbe che a farla da padrone siano le Tabelle elaborate dall’Osservatorio della Giustizia del Tribunale di Milano, e la Cassazione ha detto che queste si devono applicare; resta contrario il Tribunale di Roma fedele alle proprie tabelle poiché non ritiene condivisibili i criteri adottati da quelle di Milano.


Ma in sintesi, in modo veramente semplicistico, come si utilizzano le Tabelle milanesi?

I criteri base, quelli che troviamo su internet, sono il punteggio del danno biologico e l’età del danneggiato al momento dell’evento. Di qui in avanti nulla è automatico e le differenze possono essere enormi.

In estrema sintesi, per ottenere una valutazione di un danno da errore medico, è necessario :

  1. dimostrare l’esistenza dell’errore

  2. Il nesso di causa, il danno deve essere causato dall’errore

  3. Valutare il grado dì invalidità derivante dall’errore (totale o differenziale)

  4. Valorizzare/ quantificare il danno attraverso le tabelle di risarcimento danni del tribunale.

Se una persona ha subito un grave danno, pur non essendo ben assistito, otterrà un risarcimento e gli sembrerà che l’assistenza sia stata ottima. Quello che non saprà mai è che avrebbe potuto ottenere un risarcimento di molto più alto.

Sona da valutare le condizioni del rapporto di parentela, l’età del deceduto e dei parenti, il grado e la durata della sofferenza del deceduto, le malattie preesistenti, la tipologia di errore dimostrato è molto altro.


C’è anche un altro parametro da prendere in considerazione ovvero la colonna della personalizzazione. Ma che cos’è, quando è dovuta? È automatica?

C’è inoltre l’invalidità temporanea per cui è d’obbligo chiedersi: “ma siamo capaci di comprendere e far comprendere alle nostre controparti perché il valore da risarcire debba essere di 140 € al giorno anziché di 100 € al giorno?”

Riguardo al “danno differenziale”, cioè il delta tra le lesioni che sarebbero comunque residuate anche all’esito di un’operazione bene eseguita e il danno complessivo residuato, siamo capaci di farne la giusta valutazione medico legale, prima e legale dopo?


Per dare risposte adeguate serve un Team, formato da veri esperti che raccolga le lamentele del danneggiato e le testimonianze e le sappiano sottoporre al medico legale più competente.

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